Nella suggestiva cornice di ippocastani secolari, sorge il cinquecentesco convento francescano dedicato a S. Antonio di Padova, che posa dall’alto il suo sguardo sulla città. La chiesa, dall’impianto a due navate, conserva manufatti di grande pregio artistico: gli altari policromi di S. Francesco e S. Antonio; arredi lignei finemente intagliati con vasto repertorio iconografico; brani dell’originaria decorazione affrescata nella navata centrale; una Madonna attribuita a Giovanni da Nola; la tela autografa di uno dei maggiori artisti lucani, il Pietrafesano, con l’Incoronazione della Vergine (1629).

Il chiostro dell’annesso monastero è preziosissimo scrigno, custode di uno dei capolavori dell’arte moderna in Basilicata.

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Lungo le pareti, restituiti alla vividezza e allo splendore originari dai recenti restauri, scorrono i riquadri del ciclo di affreschi con la vita, le opere, i miracoli di Sant’Antonio (1606-1607), mirabile esempio di incontro tra l’alta committenza francescana e la devozione popolare, glorificazione solenne dell’Ordine del Padre di Assisi per mezzo di uno dei suoi gioielli più splendenti. Tra guarigioni e risurrezioni, prediche traboccanti di gente rapita dalla sua verve oratoria e tenaci lotte contro la diffusione dell’eresia e delle piaghe del secolo, la biografia di Antonio si snoda tra i bracci del chiostro con grande carica e vigore espressivo, elogio fulgido e senza tempo del Santo di Padova.