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Torre di Satriano è un sito di straordinaria rilevanza poiché consente di tracciare un percorso storico di lunga durata che va dalla media Età del Bronzo fino al Basso Medioevo.
La Torre si erge a circa 1000 metri di altezza distaccandosi nettamente dal paesaggio montuoso e collinare che la circonda connotando l’orizzonte di un’area vastissima della Basilicata centrale.
Ai suoi piedi si aprono le vie tracciate dai fiumi, Agri, Basento, Melandro e Noce, che incidono il paesaggio spingendosi in direzioni diverse verso le piane costiere del
Tirreno, dello Ionio e dell’Adriatico.
Densamente popolata sin dall’VIII sec. a. C., dalla rocca al paesaggio che si distende dai pendii fino a valle, l’area di Torre di Satriano testimonia la storia di una moltitudine di popoli e culture che si sono avvicendati nel corso dei secoli, dall’antichità fino alle porte della modernità.
Al centro di una fitta rete di scambi, gli insediamenti della Torre incrociano genti e civiltà diverse, italici, sanniti, lucani, magnogreci, romani… su un paesaggio in parte diverso da quello attuale, con vaste aree boschive di querce e abete bianco, pur sempre contrassegnato dalla presenza estesa di fattorie in cui prevalente è la pastorizia, unita alla produzione di cerali, olio e vino. Tanti i manufatti ritrovati fra le residenze delle élite e le case di campagna.